Brano tratto da: “SINTESI. Cerchio Firenze 77. Firenze: pubblicazione privata, 1973. p. 180″
YOGANANDA:
“Spiccate il volo, creature! Spiccate il volo senza timore.
Voi conoscete il pericolo vostro, che è il male di tutta l’umanità. Ed il conoscere il nemico ed il pericolo che vi minaccia significa, in parte, averlo già vinto. Questo pericolo si chiama “indifferenza”. Indifferenza a quanto vi circonda, al mondo delle creature che sono attorno a voi. Indifferenza al loro bene, anche alle loro gioie, al loro dolore, alle loro conquiste. Indifferenza non al problema delle masse – come si usa dire – ma al problema del singolo. Forse il problema di molti interessa oggi l’umanità, ma il problema del singolo è totalmente sconosciuto. Ebbene, creature, voi non dovete essere indifferenti né al problema dei molti, né ai problemi dei singoli. Vedete come il mondo che vi circonda, con mezzi che vi portano in casa, in ogni luogo, le notizie che in tutto il mondo si verificano, come morte, dolore, sofferenza quasi diventino, giorno per giorno, fatti consueti, e come questa abitudine a conoscere superficialmente le sofferenze degli altri vi stimoli ad avere nei riguardi di chi soffre una certa noncuranza. Si fa, insomma, una specie di brutta abitudine al dolore ed alla morte. Ora voi, oltre a questo comune pericolo dell’umanità di oggi, avete l’altro pericolo che può essere rappresentato da una non esatta comprensione del non tempo. Attenti. Vi siete soffermati altre volte su questo aspetto pericoloso del nuovo insegnamento. La non contemporaneità del “sentire” individuale nel mondo umano, può per taluno significare non interessarsi alla sofferenza degli altri in quanto non ritenuta più attuale; non ritenuta più importante. Come può non essere interessante sapere che durante la rivoluzione francese tante creature soffrirono e tante atrocità furono commesse. Non è tanto interessante riflettere su quelle atrocità, quanto interessante è riflettere sulle atrocità di oggi. Quelle sono trascorse, queste sono attuali, così pensa l’uomo. Ed allora sapendo che forse il dolore di oggi nelle creature, quello che vediamo, in fondo può non essere sentito insieme e contemporaneamente al nostro mondo, priva questo dolore di una certa contemporaneità e per questo diminuisce nel suo significato ed accresce l’indifferenza, che è già tanta, portata dalla vita di ogni giorno. Ma voi già conoscete questo vostro pericolo, voi già sapete che il nemico che vi sta di fronte si chiama “indifferenza”. Ed allora dovete essere sensibilizzati ai problemi degli altri. In che modo e in che misura lo diremo forse un’altra volta quando avremo l’occasione di parlarci ancora. Ma che sia importante non v’è dubbio. È vero, figli e fratelli diletti?
Che la pace segua voi e tutti i vostri cari!”