Seduta del 15-06-1967
Kempis: Salve a voi. “…che il velo qui è tanto sottile, che il trapassarvi dentro è assai leggero”. Qualcosa del genere ha scritto quello che comunemente viene ritenuto il “divino poeta”. E il senso della terzina è rimasto per molti oscuro. Certo che le nostre parole sono invece dette per essere intese. E voi, non possiamo certo dire, nel presente momento delle vostre riunioni, che non le elaboriate, che non le sottoponiate al vaglio della vostra mente, che le lasciate passare sotto silenzio. Ed è bene che sia così, figli e fratelli, perché il giorno in cui esse diventeranno chiare e a voi sembrerà che nulla aggiungano a quello che già sapete, allora quel giorno, figli e fratelli, potrete scommettere che avrete cessato di capire, che vi state cristallizzando. In effetti, ciò che ogni volta noi vi diciamo, rappresenta sempre qualcosa che vuole tirarvi un passo più in là, allungarvi il collo in modo che possiate vedere un tantino più estesamente, un orizzonte più ampio da un punto di vista un poco più alto. E voi non dovete solo attendere che noi vi tiriamo il collo, ma dovete alzarvi sulla punta dei piedi e tutti protendere per abbracciare un orizzonte più grande.
Non è direttamente alle vostre persone, forse, che ci rivolgiamo. Dirvi che è la prima volta che creature non iniziate odono questi insegnamenti, questi concetti, potrebbe da voi essere inteso come motivo di orgoglio, come qualcosa che voglia dare importanza alle vostre persone. Non è così. È giunto il momento che “ciò che è sussurrato agli orecchi sia proclamato dai tetti; che ciò che è nascosto divenga palese”. Per questo motivo, e non per voi, le Verità esoteriche diventano pubbliche, le Verità riservate gelosamente agli iniziati vengono date a chi, con un minimo di buona volontà, voglia ascoltarle. E ciò che noi vi diciamo, figli e fratelli, ha bisogno di essere “ricevuto”, di essere da voi recepito perché senza la vostra recezione diviene un insieme di parole che hanno un significato del tutto inutile. Dunque ascoltate, discutete in fraterna armonia; e, ripeto, il giorno in cui le nostre parole non dovessero più suscitare questa riflessione attiva, direi quasi turbolenta, allora dovreste cominciare a dubitare di avere capito. Dovreste pensare che qualcosa non va imperciocché – come disse lo stesso Cristo -, “io non vengo per portarvi la concordia, ma da quello che io dirò il padre sarà contro il figlio e il figlio contro il padre”. La Verità porta sempre un’acquisizione – quando è proficua – non calma, non supina, ma turbolenta, movimentata. Anche se questa turbolenza, anche se questo movimento rimangono del tutto nell’intimo di chi l’ascolta. Ora, voi avete la fortuna di poter estrinsecare questo movimento, questa turbolenza ed ecco che esse appaiono palesi, si notano. Ma anche negli “iniziandi” le Verità hanno sempre comportato un moto, un lavorio, un’intima elaborazione; altrimenti come potrebbero essere assimilate dall’individuo, come potrebbero giungere fino alla coscienza individuale?
E noi parliamo in termini che sono del piano relativo. Qualcuno di voi è curioso di sapere se ciò che vi abbiamo detto negli anni passati subisce, oggi, un’epurazione; se ciò che avete udito per alcun tempo, del vostro, è soggetto ad una precisazione. Ebbene, se noi raffiguriamo il Cosmo ad un libro, chiedere che cosa accade nel riassorbimento, è come chiedere che cosa accade dei protagonisti della storia scritta in quel libro. Essi sono sempre là; la storia ha un inizio ed una fine. Nello svolgersi della storia i protagonisti vivono, sentono, muoiono; e scorrendo la prima pagina, indi la seconda e fino all’ultima, si ha la sensazione del trascorrere del Tempo, del vivere dei protagonisti. Chiedere dunque del riassorbimento della materia, significa chiedere della storia che è narrata in quel libro. Ma il libro esiste “tutto uno” in ciò che è senza Tempo. E non diciamo più “nell’eternità”. Il termine “eternità” è ancora valido, ma perché voi poniate l’attenzione su ciò che vogliamo intendere, diciamo “ciò che è senza Tempo”. Il libro esiste tutto intero. Interessarsi alla storia che è narrata nel libro, significa nuovamente scorrere la prima indi la seconda e tutte le altre pagine di esso. Cioè tornare in seno al Cosmo. Ed allora noi vedremo che la storia è ancora pienamente valida. Ma ciò che noi in questo momento guardiamo è il libro nel suo insieme. È la storia raccontata tutta contemporaneamente; tutta nello stesso attimo eterno. Tutta lì, in quel libro che esiste per sempre.
Pace a voi.