Dali: Che la pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.
Questa sera avete parlato molto, figli, e gli argomenti toccati sono stati diversi; argomenti in genere molto ardui. Seguirvi in tutto quello che stasera avete detto, cercando di farlo in modo breve e succinto, è cosa altrettanto ardua e difficile come gli stessi argomenti trattati.
Ma c’è un discorso che può essere fatto e che può, nel suo significato, riassumere e rispondere a tutto quello che voi avete chiesto. È un discorso che di tanto in tanto vi ripetiamo e che, con il trascorrere del vostro tempo fisico, acquista per voi, man mano, significato più esatto. Il discorso vuol dire, o figli, perché voi siete qua, quale significato hanno questi insegnamenti, con quale animo dovete intenderli. La Verità, come vi ho detto ultimamente, è ricercata dall’uomo e ad un certo periodo della sua evoluzione, l’uomo sente il bisogno di spiegare, comprendere quanto accade intorno a lui in un modo che possa conciliare ciò che accade con le proprie aspirazioni, i propri punti di vista, le proprie – molto spesso – debolezze e via dicendo. Comunque la Verità è ricercata. E non di rado una Verità viene trovata. Come voi sapete questa Verità può giungere da molti mezzi, attraverso a molte vie; ma l’uomo riconosce subito la sua Verità e se ne impossessa. Vi sono creature poco esigenti che si accontentano di alcune spiegazioni; altre che invece desiderano ed hanno bisogno di spiegazioni più complesse, e su su fino a che ci troviamo di fronte all’uomo che incomincia ad avere un barlume di intuizione. Questi è più difficile ad accontentarsi nel sapere perché le sue Verità o, meglio, le Verità che egli deve sentire sue, fanno parte della Realtà, anche se sono poche. Questi deve necessariamente trovare le Verità principali della Realtà, per potersi spiegare in modo logico quanto accade intorno a lui. Voi fate parte di questo gruppo di creature che hanno bisogno di trovare una susseguenza logica nelle Verità che vengono prospettate e che sentite nell’intimo vostro corrispondenti alla Realtà; Verità che voi ritrovate in voi stessi. Sono come tante piccole luci disposte in un quadro scuro; ogni tanto voi trovate che un’altra piccola luce si accende e tutte queste assieme formano le linee generali di un disegno, disegno che man mano che trascorre il tempo, acquista un suo significato, una sua armonia, una sua logica, e che può essere arricchito di tutti quei particolari che un giorno – io vi auguro non lontano – ne faranno una rappresentazione esatta.
Dunque, figli, venendo a contatto del nostro insegnamento noi abbiamo voluto evitarvi degli errori che sono la conseguenza di passati atteggiamenti mentali, di altre incarnazioni della vostra esistenza di individui, di altre umanità di tempi trascorsi, per le quali l’insegnamento spirituale o morale, come dir volete, era inteso in modo diverso perché diversa era l’evoluzione. E vi abbiamo detto, ben conoscendo questi pericoli, che tutto quanto noi vi diciamo deve essere da voi ritrovato nell’intimo, assimilato. Mai dovete dire: “se Loro ci hanno detto così, vuol dire che è vero”. No. Qua non si tratta di dare dei comandamenti morali, spirituali, come dir volete, e di farli rispettare anche con la forza per portare avanti una Società in modo ordinato, così come è avvenuto per il passato. Qua si tratta, per voi, di nascere interiormente, formare la vostra coscienza di individui.
Per questo occorrono dei Maestri? Figli, nessuno è Maestro e l’individuo, l’uomo, voi, non ha bisogno di Maestri in questo senso, perché la Verità vi viene presentata e può venire da tante parti, non necessariamente da una filosofia; osservando una scena che si svolge vicino a voi, udendo il racconto di una creatura, venendo a conoscenza dello stato intimo di un vostro simile e via dicendo. Quindi la Verità non è necessariamente portata dai Maestri; ovvero, se per Maestro si intende colui che può insegnare qualcosa, allora figli, sempre è portata da un Maestro. È vero? Mi seguite? Ma voi nell’assimilare questa Verità, nel collocarla giustamente in quel quadro che per ora è a fondo nero, nel giusto posto, siete soli, e nessun Maestro potrà, per voi, collocarla al punto giusto. Questo sia sempre chiaro, figli.
Aprirò una piccola parentesi per dire che questa sera voi avete discusso animatamente, ma sempre in modo fraterno, anche sulle nostre persone – se così possiamo dire – e ciò, figli cari, ha una importanza relativa, è vero? Perché noi siamo quelli che siamo come voi siete quelli che siete, e nessuna opinione vostra, personale, nei nostri confronti, né ciò che noi possiamo dire di noi stessi, può in qualche modo cambiare ciò che noi in Realtà siamo. Ma questa è una parentesi, giacché sempre vi abbiamo detto che ciò che voi ascoltate è importante per quanto riscontro trova nell’intimo vostro.
Ora, figli, dicevo poco prima che siete di fronte a queste Verità, ma che voi dovete assimilarle, ed ho anche detto che dobbiamo intendere il giusto senso dell’insegnamento e che voi dovete costruire la vostra coscienza. Ciò che fate quindi è un lavoro individuale, è una auto-costruzione, è qualcosa che dovete fare da soli, per la qual cosa nessuno può aiutarvi direttamente nel senso di fare per voi un lavoro. Può esservi presentato ciò che voi dovete assimilare, per così dire, ma nessuno può assimilarlo per voi.
DALI