Brano tratto da “Per un mondo migliore” pp. 36-37
Claudio: “Avete mai meditato sulle vostre aspirazioni segrete inconsce? Questa meditazione vi porterà a determinare che agite conformemente ad esse. Nelle vostre azioni è sempre presente l’io che contamina la bellezza delle manifestazioni affettive rendendovi egoisti, che accende l’ambizione l’arrivismo e della vostra attività rendendovi crudeli. Colui che dice di amare esige di essere riamato, ma l’amore è donazione e non esigenza. L’operaio mira a divenire capo officina, poi, divenuto tale, proprietario, adoperando ogni mezzo. Tutto ciò è frutto dell’io il quale tende ad espandersi per avere soddisfazione. Dovete superare questo sottile e complesso problema. Senza tale superamento lo spiritualismo non ha valore. Potete essere sacerdoti, ma se non avete trasceso l’espansione dell’io umano, lo farete unicamente per divenire cardinale o per guadagnarvi un premio eterno. È stato detto: “ L’io può scegliere uno scopo non nobile ed utilizzarlo come mezzo della propria espansione”. Potete imporvi la missione di migliorare gli uomini ma se provaste pena quando la vostra missione non fosse coronata da successo, agireste unicamente per divenire celebri, cioè per assecondare la complessa e sottile attività dell’io. Voi l’avete accettata, avete ridotto lo scopo della vita a questa egoistica attività dell’io, credete di dovere emergere, primeggiare in questo e in quel campo. Se non riuscirete a conquistarvi una condizione sociale individuale, vi chiamerete fallito della vita e vi conforterete in un ideale spirituale. L’uomo per proteggere e valorizzare l’attività del proprio io, ha creato le divisioni sociali e religiose che tutti conoscete. Ma tali divisioni, essendo causa di lotta e di gelosia, hanno sempre creato confusione e miseria nel mondo. L’impiegato ha sempre sperato d’essere un giorno direttore, il soldato ha sempre ambito a divenire generale, il prete vescovo; colui che non sa ha sempre imitato colui che sa e se un giorno tutti questi sogni si sono avverati, i nuovi vittoriosi hanno sempre disprezzato coloro che stavano in basso ed hanno sempre mostrato orgoglio di sé. Non può essere saggio colui che pensa al proprio simile assegnandogli una posizione nella suddivisione artificiosa della società umana. Dovete trascendere tutti questi limiti che avete creato. Dovete essere completamente soli e semplici e liberi, perché la coscienza sorge nella libertà, perché la Realtà si manifesta quando non siete più impegnati nell’attività dell’io. Potete con la violenza distruggere ogni suddivisione sociale ma, se non sarà più palese, tuttavia sussisterà sempre. La divisione sociale non è che un effetto esteriore dell’espansione dell’io. Se veramente volete abolire ogni divisione sociale, dovete operare alla radice del problema, cioè nell’intimo di ogni uomo. Dovete, cioè, operare una trasformazione dell’essere vostro, che non sia risultato di violenza, ma di comprensione dell’io. Solo mediante questa comprensione cesseranno la gelosia, le confusioni, la lotta nel mondo, causa di dolore e miseria.”