Il processo di espansione dell’io

Brano tratto da “Per un mondo migliore“, pp. 37-38

Claudio: “Salve figli. Claudio vi saluta!

Il processo di espansione dell’io, che spinge l’individuo all’azione, al tempo stesso lo limita. Per questa attività l’individuo si illude prima e resta deluso poi, trova un’effimera gioia seguita da un più lungo dolore. Una grande forza prorompe da questo io, ma è una forza che trascina l’individuo nel dolore, se egli non si sottrae ad essa. Superare l’attività espansionistica dell’io significa morire a se stessi, lavorare per amore al lavoro, svelare i segreti della natura per il bene delle creature e non per accrescere se stessi. Significa cessare di illudersi, cancellare il dolore dalla faccia della Terra, vivere, muoversi liberamente per la bellezza di una causa in sé e per sé, senza il miraggio di un guadagno personale. Significa considerare la vita da un punto di vista completamente diverso da quello secondo il quale gli uomini vivono, agiscono, eppur tuttavia continuare ad agire, a progredire. Significa essere tanto forti ed amare tanto la vita da vivere anche senza l’incentivo dell’io. Questa nuova concezione, pura, scevra da qualunque egoismo, non può essere accettata, o sostituirsi a quella consueta, con la stessa facilità con la quale si può imparare ad esprimersi in un’altra lingua. Esiste un conflitto nell’individuo; tale conflitto è sottile e complesso; la sua impostazione può variare da individuo a individuo; a volte è il sentire che non è consono al pensiero; altre volte, l’azione è agli antipodi del desiderio, e così via. In poche parole, il conflitto sussiste quando tutti questi sono atteggiamenti dell’essere. Comunque sia, il conflitto indica che l’individuo è intento ad accrescere se stesso. Morire a se stessi, o superare l’attività espansionistica dell’io, non vuol dire cambiare un atteggiamento, ma tutto il proprio essere; significa vivere senza opporre alcuna resistenza al fluire in noi dell’unica vita. Ed ecco che a queste parole sorge in voi istintiva la richiesta della formula per ottenere ciò. Quando siete nel dormiveglia vi appariscono delle fuggevoli immagini; nel momento che di proposito volete osservarle attentamente, queste scompaiono e vi destate. Così è nella Realtà quando la si vuol perseguire con uno scopo, diventa irraggiungibile, ciò nondimeno se l’individuo non pone attenzione all’attività espansionistica del suo io, continua a soffrire. Bisogna che si renda consapevole di ciò che lo muove per sostituire, alla spinta dell’io, la fede o l’intima convinzione nella comunione di tutto il creato. Ma come far comprendere agli uomini di fare qualcosa per niente? L’umanità vive in termini di scambio, sempre supposto vantaggioso. Si dà per ricevere, si fa per avere. Questa nuova concezione di vita non può essere accettata, e chi l’accetta lo fa perché segretamente pensa di poter cessare di illudersi; ma accettandola per questo, continua nell’illusione, l’egoismo continua e preclude la via all’auto-liberazione. Eppure, tutti gli uomini ammirano chi ha compiuto azioni che si credono ispirate dall’altruismo; esprimono la loro approvazione a chi credono abbia dimenticato se stesso per il bene di un fratello. In questa approvazione è racchiuso il flebile consenso della coscienza, la segreta certezza che quello è quanto tutti debbono fare. L’intima approvazione all’altrui olocausto è un rimedio che la natura suggerisce alla crudeltà che la società insegna. Ma prima che gli altri, noi dobbiamo imparare a vivere senza assecondare l’espansionismo dell’io. Rendiamoci dunque consapevoli che quanto più si asseconda l’io, tanto più crudeli si diventa; che il continuo assillo dell’io ci toglie tanta libertà e pace. Avviciniamoci a questo ideale di vita, liberando il sentimento dall’egoismo che lo soffoca, imperciocché quanto più imperiosa è la voce dell’io tanto più impercettibile è il sentimento, quel sentimento che è il primo segno di amore al prossimo.

Pace a tutti!”

Maestro Dali: “La pace sia con voi e con tutti gli uomini figli!

Con quello che abbiamo detto questa sera, o figli, sull’io, non abbiamo esaurito l’argomento. Non ci siamo inoltrati nell’esame di come l’io riesca a nascondersi dietro nobili imprese, di quanta parte l’io abbia nella comprensione della Realtà, di come modifichi e fondi dottrine e filosofie. Lo scopo della nostra chiacchierata di questa sera, per taluno di voi pesante, era quello di ribadire ancora una volta che importante non è tanto ciò che l’uomo ha edificato, quanto ciò che l’uomo ha appreso. Che meditando e compiendo delle introspezioni l’uomo può impedire alla società di diventare un ingranaggio crudele. Che il senso di separatività è un’errata trasposizione del senso di individualità ed infine che, sostituendo alla spinta egoistica l’altruismo, l’uomo può continuare vantaggiosamente a fare del bene anche nel mondo materiale.  Ricordatevi, figli cari, che liberandovi dal processo di espansione dell’io, potete acquistare tanta libertà e pace, come è stato detto. L’intimo dell’uomo è un mondo, o figli, e se voi lo riterrete interessante, potremo prendere da questo spunto, ad altre conversazioni. Io vi lascio e mi scuso se vi abbiamo annoiati. La pace sia con voi e con tutti gli uomini. Meditate su quanto è stato detto. In queste parole sono racchiusi tanti insegnamenti.

Pace a voi!”

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