L’Io e i suoi processi d’espansione

commenti a cura di Anna Maria Fabene

Brano tratto da “PER UN MONDO MIGLIORE”,[1] pp. 59-61

Voce del Maestro Dali

Dali: “Già da molto tempo noi cerchiamo di spostare la vostra attenzione all’intimo vostro, e, come giustamente qualcuno di voi ha detto, di questo mondo intimo voi conoscete già le strutture, lo schema del suo funzionamento, del suo trasformarsi, del suo evolvere. Conoscete le attività dell’intimo vostro, ove hanno sede. Ma oltre che avere queste notizie, per dire di conoscere l’intimo vostro occorre sperimentarlo. La conoscenza che ne avete può dirsi teorica: cioè voi sapete per sommi capi com’è costituito l’uomo, ma non sapete come siete voi. Dunque la teoria deve essere ritrovata nella pratica, dunque ciò che si sa deve essere compreso; ciò di cui si ha notizia deve essere verificato, sperimentato, assimilato. Ma è proprio necessario sperimentare tutto di noi stessi? Perché e come avviene la «liberazione» che tante volte vi abbiamo ricordata? Che cosa significa «conoscere se stessi»? L’uomo sa di essere egoista, ma lo sa solamente, non ne è convinto; tanto è vero che è sempre pronto a giustificarsi, a trovare delle attenuanti quando, dalla evidenza dei fatti, è costretto a riconoscere di essersi comportato in modo egoistico; se non addirittura disconoscere il suo operato e anzi dice di aver agito in modo opposto, in modo altruistico. L’uomo sa di essere egoista, ma non ne è convinto. E come può convincersi? Come può, veramente, scoprire la realtà del suo essere? Perché «conoscere se stessi» significa conoscere la realtà del nostro essere, non solo trovare l’egoismo che è in noi. «Trovare l’egoismo» non è tutto. Nell’introspezione non dovete cercare e trovare una immagine di voi stessi prima di averla veramente scoperta. Conoscere se stessi significa esaminarsi in tutta sincerità, senza cercare attenuanti od aggravanti. Significa, in tutta sincerità, esaminare ciò che è in noi: le nostre intenzioni, ciò che ci spinge ad agire, a parlare, a pensare, e trarne delle conclusioni. Dire: io penso così, agisco così, perché sono così. Questa constatazione può non essere esatta, ma ciò, come sapete, non ha importanza; una vigile e costante consapevolezza dell’essere vostro metterà a fuoco la realtà del vostro essere. Per «vigile e costante» non deve intendersi una sorta di fissazione, deprecabile come ogni eccesso. Per «vigile e costante attenzione» si intende essere costantemente consapevoli di ciò che si fa, si pensa, si sente, si desidera. L’introspezione può essere fatta anche un’ora al giorno, o un tempo non definito; ma importante è che nulla sfugga all’esame di se stessi. Questo significa costante e vigile consapevolezza. Voi direte «È sufficiente questa costante e vigile consapevolezza per scoprire la realtà del nostro essere?». È sufficiente. «Quando avviene questa scoperta?». Non possiamo dirlo, non possiamo precisarlo: dipende da come e se viene fatto questo esame. Il superamento di certe attività egoistiche dell’uomo, quindi il superamento dell’egoismo, avviene quando questo uomo, divenuto consapevole, ha compreso se stesso. Una volta che l’egoismo è superato, l’uomo non ha più bisogno di ricercarlo in altre sottili manifestazioni, perché – essendo superato – non si manifesterà in alcuna attività. Costante e vigile consapevolezza di sé non significa prendere in esame situazioni, fatti, che voi non state vivendo nel momento. Ecco perché vi diciamo: «La liberazione può avvenire anche ora». Infatti non è condizionata all’esame di certe reazioni a fatti che potranno accadervi. Se l’uomo, tale qual è ora, e con le sue azioni del momento, si rendesse conto attraverso a queste azioni, veramente, del suo egoismo, egli lo supererebbe. La conoscenza di se stessi è condizionata unicamente alla possibilità di riuscire a scoprire la realtà del proprio intimo.”

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Il Maestro Dali prosegue analizzando la vita dell’uomo insegnandoci a osservarla da un’altra prospettiva non più condizionata dall’io. Parla all’uomo giunto all’attuale punto di evoluzione forse perché in grado di accogliere quella visione in essere della Realtà che capovolge tutti i parametri con i quali egli è abituato a vedere la propria esistenza. “Il conosci te stesso” (che verrà approfondito in seguito dal Maestro Claudio) è un processo che non può essere immediato ma che richiede un lungo e paziente lavoro introspettivo. Un percorso interiore che, diversamente da quello attuato dall’uomo fino ad ora, deve essere avulso dal miraggio di una ricompensa o dall’attesa di un cambiamento. Esso, dicono i Maestri, inizia “da poco e da vicino”.

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Brano tratto da “PER UN MONDO MIGLIORE”, pp. 72-75

Voce del lettore

Dali: “Abbiamo udito questa annosa conversazione. Quando Claudio parla di qualcosa, dà sempre motivo a discussioni del genere di questa sera. Sono ormai anni, del vostro tempo, da che Claudio ha cominciato a portare il suo insegnamento tra voi: un insegnamento del tutto nuovo, un insegnamento proprio adatto alla necessità dell’individuo di oggi e di domani. Un insegnamento che a questa umanità, la quale vedrà compiere il proprio ciclo evolutivo dopo il periodo dello Spirito Santo, non era mai stato dato. Vi abbiamo parlato di molte cose: vi abbiamo parlato della costituzione dell’individuo nei vari piani di esistenza; vi abbiamo parlato persino dell’Assoluto; ma forse l’insegnamento di Claudio, benché sia stato imperniato su una logica stretta, è stato quello meno compreso da voi. Da tempo, dicevo, egli ha cominciato a parlarvi di queste verità strettamente attinenti all’individuo all’attuale punto di evoluzione. Eppure niente è cambiato in voi né fuori di voi. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire, forse, che ciò che Claudio dice è inattuabile? Che cosa vuol dire “inattuabile”?Vuol dire che non si può mettere in atto. Esiste però una differenza tra inattuabile, impossibile e possibile. Se voi esaminate il mondo che vi circonda e le creature che in esso mondo sono, voi vedete che niente può essere fatto con il tocco di una bacchetta magica. Se esaminate le opere che l’uomo costruisce, voi vedete, che esse sono il risultato di un paziente lavoro, preceduto da un paziente studio. Se voi esaminate ciò che la natura crea con il suo movimento, voi vedete che è un susseguirsi lento e costante di piccole opere; che un’opera stessa della natura è il risultato di un insieme di fattori, di un formarsi lento, costante, ma sicuro. Tutto questo per dirvi che l’insegnamento di Claudio, benché non lasci a sperare in una soluzione dell’avvenire, benché sproni l’individuo ad applicarsi immediatamente, non può avere quel risultato immediato che voi immaginate. Che cosa vuol dire Claudio? Vuole insegnarvi a donare alle creature unicamente per il dono in sé; vuole insegnarvi a comprendere le creature unicamente per la comprensione in sé; ad amare queste creature unicamente per amore puro, al di fuori di ogni interesse. Vuole insegnarvi a cambiare voi stessi unicamente per un mondo nuovo, non per una ricompensa, per un vantaggio che voi stessi possiate avere. Vuole insegnarvi a comprendere voi stessi unicamente per la vostra auto-comprensione; perché in questa auto-comprensione sorge la vostra liberazione, e non con il miraggio di una ricompensa a venire, in questa o in un’ altra vita. Così, Claudio vi dice «Iniziate subito e da vicino, da coloro che vi circondano, da voi stessi: cominciate a comprendere le creature». Voi allora, armati di buona volontà, cercate di mettere in atto questo insegnamento. Alla prima occasione, quando la collera vi suggerirebbe di rispondere in malo modo al vostro fratello, ricordando il suggerimento di Claudio frenate la vostra collera e con un sorriso un poco sforzato cercate di rispondere in modo gentile. E questa è una volta. A questa prima volta possono succederne altre, ma dopo qualche volta vi stancate e dite: «Io sono sempre spinto dalla stessa collera, nessun cambiamento è avvenuto ed allora quello che dice Claudio non è attuabile, o più ancora, è impossibile». Ma se noi penetriamo in profondità quello che Claudio ha detto, vediamo che non dobbiamo aspettarci nessun cambiamento. Fino a che aspettiamo un cambiamento non facciamo altro che perdere il nostro tempo. È difficile (dite) fare qualcosa senza pensare a una mèta, senza pensare ad un effetto, ad un risultato; perché fino ad oggi la vostra vita è sempre stata imperniata sull’attesa di un frutto, avete mosso delle cause nell’attesa di un effetto. Ebbene, se fino ad oggi avete fatto questo, e fino ad oggi siete stati insoddisfatti, provate a cambiare questo vostro atteggiamento interiore, provate il suggerimento di Claudio. Donate comprensione alle creature anche se questo, all’inizio, o alla fine, sempre, o qualche rara volta, vi costa sacrificio. Ma non cessate di fare questo piccolo sforzo dopo poco. Il cambiare voi stessi è come voler perforare una dura roccia con una goccia d’acqua, abbiamo detto altra volta. Poche gocce non perforano certo la roccia, ma tantissime e tantissime gocce possono molto; e così voi dovete essere continuamente consapevoli di voi stessi; ecco che cosa vuol dire Claudio. Continuamente consapevoli e impegnati in questo auto-controllo. Voi direte: «Claudio ci ha sempre detto che non dobbiamo fare le cose con sforzo» ed anche qua non è stato compreso. Non dovete fare le cose con sforzo quando queste cose, fatte appunto con sforzo, vi procurerebbero un tale squilibrio da sconvolgervi profondamente: allora e solo allora. Ma prima di arrivare a questo momento quante cose si possono fare con sacrificio? Andate incontro, quindi, alle creature che vi circondano, anche se il loro diverso carattere spesso suscita in voi una reazione tutt’altro che tranquilla. Cercate di contenere questa vostra reazione e continuate a comprendere le creature che sono vicine a voi. E tutto questo senza aspettare un cambiamento né da parte vostra, né da parte delle creature. Lo ripeto: questo cambiamento vi sarà ma lo diciamo unicamente a titolo di cronaca. Vi sarà, ma quando vi sarà non possiamo dirlo. In taluno può essere dopo breve tempo, in tal altro dopo tanti e tantissimi anni. Ma sia in colui in cui questo cambiamento sarà a breve scadenza, sia in colui in cui questo cambiamento sarà a lunga scadenza, questo cambiamento vi sarà. Però se voi non seguite l’insegnamento che Claudio vi ha portato, questo cambiamento non vi sarà né in questa né in molte altre vite ancora. Parlando di ognuno di voi Claudio parla a tutta l’umanità, perché l’uomo ha bisogno di questa nuova verità, di questa nuova parola. Fino ad oggi all’uomo è stato detto : «Ama il tuo fratello ed avrai felicità in un’altra vita, dopo questa fisica», perché l’uomo non avrebbe compreso altre parole. Ma oggi all’uomo possiamo dire: «Ama ed aiuta il tuo fratello senza sperare che quello che tu fai possa darti un vantaggio, senza sperare che da quello che fai tu abbia un bene nell’altra vita». L’abbiamo detto tante volte: dare per il dare in sé, senza miraggio di ricompensa. Non è difficile; diventa difficile nel momento che l’individuo comincia ad attendere una ricompensa, aspettare un cambiamento; allora si scoraggia. Se volete costruire una casa, non potete sperare di vedere costruita questa casa dopo aver poste poche pietre, è vero? Occorre un lungo lavoro di pazienza e voi dovete mettere queste pietre senza aspettarvi di vedere finita la casa; mettere queste pietre unicamente per il lavoro in sé. Quando voi avete preso questa abitudine (perché, strano a dirsi, è quasi un’abitudine) non sarà più difficile: avrete cambiato voi stessi. Questo aiutare i vostri fratelli per l’aiuto in sé sarà entrato a far parte di voi stessi ed allora verrà il cambiamento. Ho detto poco fa che Claudio parla ad ognuno di voi e che l’umanità ha bisogno di queste nuove parole. Guardiamola un poco questa umanità. Voi vedete che l’individuo di oggi cerca di attuare i propri desideri attraverso il denaro; non è tranquillo né felice, ormai tutti lo sappiamo. E perché? Se lavora, desidera di non più lavorare; eppure noi vi diciamo che se non avesse alcuna occupazione l’uomo perirebbe. Per essere sereni occorre saper trovare l’equilibrio, il giusto equilibrio fra l’occupazione, o lavoro come lo chiamate, e ciò che invece può darvi un riposo psichico. Fra ciò che voi fate per guadagnarvi la vita, come dite, o da vivere e ciò che voi fate per aspirazione. Se sapete stabilire questo equilibrio, voi avete trovato la serenità e la pace. L’uomo d’oggi è molto occupato dal proprio lavoro; in questo impegna sovente tutta la propria mente, e dopo il lavoro cerca di riposarsi o cerca di evadere o cerca un diversivo in qualche cosa che possa costituire un momentaneo passatempo senza impegnare oltremodo la mente. Ma verrà un tempo, o figli, in cui l’uomo cercherà invece qualcosa che possa avere un valore più profondo e più vero. Ed allora quegli insegnamenti che voi avete sentito, che voi avete udito da tempo, saranno per questo uomo la salvezza (sia pure in forma diversa e con nuove parole), saranno il ristoro, il diversivo, tutto insomma ciò che potrà dargli forza. Se voi siete qua vuol dire che, in un certo senso, precorrete il tempo di questa umanità. E per voi le nostre parole possono essere la forza, possono essere il diversivo, possono essere tutto ciò che può farvi trovare nella vita un lato buono, sereno. Occorre, lo ripeto, cominciare da poco e da molto vicino. Senza, ancora una volta lo diciamo, aspettarvi un cambiamento: iniziare una nuova vita interiore per questa nuova vita interiore, per questo. Con l’augurio che possiate comprendere quello che noi vogliamo significare, vi saluto e vi benedico.”


[1]PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.