Assenza di scelta nella vita macrocosmica

Commenti a cura di Andrea Innocenti

Brano tratto da OLTRE L’ILLUSIONE,[1] pp. 181-183

Voce del Maestro Kempis

Kempis: “Abbiamo distinto due forme di vita nel Cosmo: la vita macrocosmica e la vita microcosmica. La vita della materia e la vita degli individui. Ebbene, accostando questa Verità a quella che vi abbiamo ultimamente enunciata del «comun denominatore», possiamo definire la vita macrocosmica il comun denominatore delle vite individuali. Mi spiego: tutti i fotogrammi che un’umanità, una razza o tutte le razze, possiamo vivere per quanto differenti fra loro, hanno in comune la vita macrocosmica. Ecco perché quindi, qualunque scelta l’individuo compia, non inciderà mai nella vita macrocosmica. Tornando all’esempio della scorsa volta, se un osservatore, ammirando un tramonto, deciderà di accendere una sigaretta, la serie dei fotogrammi scelta conterrà il calar del sole al pari di quella scartata. È chiaro questo? Dunque, noi vediamo che un Cosmo ha una storia fissa, ha un ciclo di vita ben definito, stabilito dal modulo fondamentale e che risulta, appunto, dagli elementi in comune, dalle storie individuali, dai comuni denominatori dei vari fotogrammi che gli individui vivono soggettivamente. Cosicché la storia del Cosmo va scissa in «storia della vita macrocosmica» e storia della vita microcosmica, cioè storia di tante storie individuali. Qualunque siano le scelte e le storie individuali, la storia della vita macrocosmica non muta. Infatti, la vita macrocosmica non è legata ai microcosmi. Questo da tempo ve lo abbiamo detto. Un’altra delle vecchie verità – per così chiamarle – che acquista un nuovo significato da quest’ultimo insegnamento.”

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Il Cosmo acquista in questa visione una sua relativa oggettività, legata alla sostanzialità del Cosmo stesso. Per il Cosmo accade quello che avviene per ogni singolo individuo: ha un corpo akasico, ovvero un sentire di coscienza, un corpo mentale, un astrale ed un corpo fisico. Così il macrocosmo è l’espressione tradotta in concreto della coscienza cosmica. La sua concretezza costituisce la realtà fisica, astrale e mentale, ed assembla in sé i veicoli fisici, astrali e mentali degli individui, come espressione e quale comun denominatore degli stessi. Possiamo perciò dire che il Cosmo assume due espressioni di vita, quella microcosmica, ossia quella degli individui con le loro tipiche quantità e qualità, e quella macrocosmica che unifica le singole individualità dando luogo ad un differente unitario soggetto che trascende il molteplice. Ma la coscienza di tale soggetto non necessita di varianti, in quanto non ha un percorso di evoluzione. In sintesi dopo la coscienza cosmica esiste soltanto la Coscienza Assoluta, fusione trascendente delle singole coscienze cosmiche.

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Kempis:Ed allora – direte voi – gli altri fotogrammi, quelli che comprendono le scelte scartate dall’individuo? Sono tutti esistenti nello stesso modo. Non è che si «vivificano» allorché un individuo si leghi ad essi e che solo quelli a cui l’individuo si leghi abbiano vita e gli altri rimangano morti. No. Tutti esistono nello stesso modo immutabile. Dico immutabile perché ciascuna situazione elementare cosmica è immutabile: contiene un elemento di mutazione rispetto alla precedente ed alla seguente, ma in sé è immobile come quella vecchia teoria secondo la quale il moto dei corpi altro non sarebbe che un insieme di punti fermi. Ripeto: i fotogrammi vissuti soggettivamente, individualmente, che contengono elementi in comune – che sono gli elementi della vita macrocosmica – sono tutti egualmente esistenti, sia che siano scelti dagli individui o che non lo siano. Allorché l’individuo sceglie una serie, vive l’individuo, non i fotogrammi i quali non subiscono mutazione alcuna, né in sé, né rispetto a quelli scartati. Cerchiamo di spiegare ancora meglio: quando voi pensate a varie cose che potreste fare ponete in attività il vostro veicolo mentale (corpo mentale) il quale opera delle scelte fra tutte le serie dei fotogrammi mentali che rappresentano tutte le cose che potreste pensare. Ebbene, limitando la nostra osservazione al piano mentale, non esiste, nel piano mentale, nessuna differenza fra le cose che avete pensate e quelle che metterete in atto, così come non esiste alcuna differenza intrinseca fra le serie dei fotogrammi che avete scelti e che rappresentano le cose che avete pensato e le serie che rappresentano le cose che non avete pensato.”

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Dal punto di vista della coscienza cosmica non c’è alcuna differenza fra i fotogrammi della variante scelti e quelli non scelti, sono lì tutti come stampati nell’Eterno Presente. Questo fatto rende la scelta soggettiva, nel senso che soltanto il sentire in senso lato dell’individuo ha la percezione di scegliere e di vivere le conseguenze della sua scelta. Il sentire di coscienza, virtuale frazionamento della coscienza cosmica, a sua volta porzione non reale dell’Assoluto, crea ed ha in sé tutti i fotogrammi possibili relativi a quel cammino della coscienza. Va notato come in questa parte dell’insegnamento i Maestri danno ai fotogrammi concretezza, come fossero lì, visibili e materialmente esistenti nella coscienza cosmica, immutabili nella dimensione del non tempo. Ma questa è una verità di passaggio, che vela la vera realtà dei fotogrammi, perché la loro esistenza è, come spiegheranno meglio in seguito, creata dal sentire di coscienza, quale conseguenza delle sue sostanziali limitazioni.

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Kempis:Innumerevoli indubbiamente sono i fotogrammi; ciascuna serie rappresenta varie situazioni che possono essere vissute soggettivamente dall’individuo, in modo più o meno consapevole. Le situazioni cosmiche, ripeto, esistono per il piano fisico, per il piano astrale, per il mentale, per ogni piano d’esistenza. A rigore, quando voi siete venuti qua questa sera, non avete condotto il vostro veicolo fisico, ma la vostra consapevolezza successivamente si è legata, un fotogramma dopo l’altro, a tante situazioni cosmiche riguardanti il piano fisico, vivendole soggettivamente, situazioni in cui il vostro veicolo fisico era rappresentato in una posizione sempre più ravvicinata rispetto al punto di arrivo. Il legare la vostra consapevolezza a questo tipo di fotogrammi implica, come stretta conseguenza, lo scegliere o il legarsi ad altri fotogrammi del piano astrale; cosicché quelli di voi che si saranno bagnati sotto la pioggia – o meglio che si saranno legati ai fotogrammi nei quali il loro veicolo fisico era rappresentato sotto la pioggia – come conseguenza automatica si saranno legati nel piano astrale a fotogrammi in cui il loro veicolo astrale rappresenta la sensazione del bagnato; in cui il loro veicolo mentale, ad esempio, rappresenta l’idea del raffreddore, e così via. In sostanza, quindi, il Cosmo è lì, immobile, statico, da sempre. È l’individuo – diciamo oggi – che si lega a questo immenso mosaico, attimo per attimo, spazio per spazio, a queste situazioni cosmiche. E legarsi ad esse significa spostare la propria consapevolezza da un punto all’altro del Cosmo. Il Cosmo ha già scritto la sua storia; il ciclo della vita macrocosmica non può mutare secondo le scelte degli individui. Né le scelte degli individui possono mutare la vita del Cosmo, perché non è che attraverso a queste scelte gli individui colorino, vivifichino, improntino in modo diverso i fotogrammi scelti. Mai. I fotogrammi possibili, esistenti, che siano vissuti o meno, esistono tutti nello stesso modo.”

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La prospettiva secondo la quale i Maestri spiegano la realtà in queste comunicazioni è diversa da quella che avranno in seguito. Adesso parlano ad individui che hanno una percezione della realtà duale. Loro sono lì e la realtà è a loro davanti. Quindi il macrocosmo appare a questi esterno, oggettivo, statico fatto di tanti fotogrammi, quali dai Maestri descritti, come stampati secondo la materia del proprio piano d’esistenza, ed ad essi si lega la consapevolezza del sentire di coscienza. Man mano che è cresciuta la capacità intellettuale degli ascoltatori, anche se sempre immersi nella dimensione della dualità, i Maestri hanno ipotizzato e stimolato in loro una percezione soggettiva dell’esistente più ampia e soprattutto chiarificatrice. Allora il macrocosmo ed i fotogrammi, che sono in esso, non sono più visti esterni agli individui, ma interni, frutto del loro sentire di coscienza. Così ora la Realtà, sia microcosmica che macrocosmica, appare creazione della coscienza, secondo i diversi gradi di limitazione di essa. Tutto ciò dimostra ancora una volta la grandezza di queste Guide, che hanno ampliato, nell’arco di quasi quaranta anni, con gradualità, la prospettiva e la difficoltà del Loro messaggio, calibrandole secondo lo sviluppo intellettuale, ed in parte forse anche coscienziale, degli ascoltatori.

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[1] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.