Conosci te stesso (parte V)

Brano tratto dal libro PER UN MONDO MIGLIORE,[1] pp. 56-59

Voce del Maestro Claudio

Claudio: Ditemi, se vi fosse detto che la Verità procura atroci sofferenze, la cerchereste voi ancora? Probabilmente no. Ed allora il vostro altruismo è una illusione se vi permette di tollerare, di ignorare le sofferenze altrui. Ascoltando queste mie parole voi cercate di scoprire  in  esse un modo, una via, una regola da seguire: probabilmente vi sforzate di aiutare i vostri fratelli, ma io vi dico che nessun modo,nessuna regola v’è per giungere alla Realtà. Comprendere se stessi, abbandonare ogni posizione non realmente sentita, ogni falsità. Via ogni pregiudizio, ogni vostro timore! Solo comprendendo se stesso l’uomo può liberare l’essere suo dalla sofferenza, dal dolore. Ma per comprendere se stessi non v’è una regola, non v’è un esercizio da seguire, lo ripeto. Ognuno deve essere consapevole dei propri limiti, comprenderli; e comprendendoli li supererà. Il problema del mondo è un problema di relazioni. Esaminatevi nelle relazioni che sussistono fra voi e il mondo: vi accorgerete che esiste un processo di isolamento il quale interpone barriere fra voi ed ogni individuo. La vostra vita è fondata sull’ignoranza: ignorare chi soffre, chi ha bisogno e così via. Solo ignorando credete di risparmiarvi sofferenza ed inutili preoccupazioni; isolandovi,vi proteggete dall’esterno. Pure credete di essere in relazione, ma in realtà non fate altro che guardare oltre le barriere che vi separano e rimanervi sempre imprigionati. La relazione non deve essere motivo di isolamento ma di comunione. Per giungervi è necessaria un’ampia comprensione, una tolleranza senza limiti. Il mondo è fatto di opinioni più o meno aderenti alla Realtà, più o meno false, più o meno falsate. Chi stabilisce un nuovo convenzionalismo vuole imporlo agli altri. Entra così in relazione con persone allo scopo di ottenere un’affermazione del proprio io. Ma tale sorta di  relazione, come ogni altra la quale non sia che ricerca di piacere, non può condurre alla comunione  con le creature, bensì ad un ulteriore isolamento. Non siate violenti nelle vostre relazioni, ovvero non avvicinate gli altri con preciso scopo; così facendo aumentate la sofferenza e in voi e negli altri, divenendo crudeli e paurosi. Solo chi non possiede non teme di perdere. Non volere acquistare significa essere sereni nelle proprie relazioni, nella propria esistenza. Abbandonare tutto ciò che avete, rinunciare a tutto ciò che vorreste avere, è una grande conquista della libertà. Tale libertà non è indipendenza, la quale è solamente isolamento, ma è libertà di mente nata da una comprensione misericordiosa. Essa non è il risultato di una lotta, giunge silenziosamente quando la mente si concentra sui propri limiti con umile comprensione.  Solo chi l’ha raggiunta non conosce ostacoli nelle proprie relazioni, solo chi la possiede esiste veramente. Come ogni macchina lavora perché è stata costruita secondo i principi che regolano la fenomenologia del piano fisico, così l’Universo esiste perché si fonda su precise leggi.  Queste leggi hanno la loro radice nel grande Piano Divino, poiché qui è la loro ragione di esistenza, ma si manifestano e vigono su ciascun piano, regolandone la vita.  La conoscenza di tali leggi è visione del Reale: ignorarle non vuol dire che esse non esistano o che non abbiano i loro effetti. Si ignorano troppe cose, per questo si soffre.  Ignorare significa non sapere; ma si può non sapere proprio per non voler sapere, oltre che per non poter sapere.  Si corre il rischio di fare come quel fanciullo che voleva essere capace di voler risolvere un complesso problema algebrico senza prima risolverne uno aritmetico adatto a lui.  Nei momenti di slancio si vorrebbe portare la pace nel mondo, ma prima di questo si guardi se si è in pace con i propri vicini, da qui si deve cominciare. Non ci si pentirà certo delle grandi cose che non si sono fatte, perché non si potevano fare, ma delle piccole che si sono tralasciate. Si comincia dalle piccole cose per arrivare alle grandi, si comprendono le piccole cose per comprendere le grandi. Ma le piccole cose, se esistono,  credete voi che non siano degne di attenzione?  In verità una cosa diviene piccola nel momento che la si supera o si comprende. In ciò che vi dico sta la causa del vostro soffrire: vorreste conoscerla per eliminarla, ma per questa liberazione dovete conoscere voi stessi. Essa può risiedere nel veicolo fisico, nell’astrale, nel mentale o nella più alta espressione del Sé. Sì, anche quando sembra provenire dal fato, in realtà non è che l’eco di un vostro agire di allora, che torna e vi atterrisce. Tutto quanto si ha si deve pagare. Nessuno può essere sfruttato perché non esiste il privilegio. Voi definite privilegiato chi, per certi diritti dei quali può valersi, ha una potestà maggiore della vostra. Ma nella Realtà il privilegiato non è tale, poiché egli non si sente alcun diritto, bensì solo il dovere di beneficare. Chi ama non ha diritti, ha solo doveri, e solo chi comprende ama, e solo chi ama può sapere, e solo chi sa ha una potestà: tale potestà è tanto più grande quanto più si ama, quanto più si è altruisti. Desiderare è un po’ come soffrire. Il desiderio è vita, spinge la creatura, la chiama; così la sofferenza la muove dalle cristallizzazioni e dagli intorpidimenti. Desiderare, dal punto di vista della vita universale, non è avere un desiderio che crea illusione prima e la delusione poi: è camminare di pari passo con la legge dell’evoluzione. Conoscere se stessi è comprendere le cause della propria sofferenza e superarle, cessare di cristallizzarsi, cessare di soffrire. La sofferenza ha sempre qualcosa da insegnare perché è un effetto di qualcosa che è stato fatto senza comprendere. Così, accettate la sofferenza, perché essa insegna comprensione ed affetto. Ricordatevi che vi sono delle leggi le quali, pur limitandovi per non schiacciarvi, vi mettono di fronte alle vostre attività, di fronte alle vostre responsabilità. Chi conosce queste leggi può agire in armonia con esse, non essendone così limitato né, tanto meno, schiacciato avendole osservate. In ciò che vi ho detto è la causa della sofferenza umana, ma benché vi sia stato spiegato voi continuate a soffrire, perché non sono le parole che possono cambiarvi ma la comprensione logica di queste parole.


[1] PER UN MONDO MIGLIORE: Un insegnamento per l’Umanità di oggi e di domani. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1981.