Brano tratto dal libro LE GRANDI VERITÀ,[1] pp. 86-87
Fratello Orientale: “Non essere abbandonato come le foglie cadute al vento. Sii consapevole di quanto sei vulnerabile e ricettivo all’altrui influsso. Più che desiderare ciò che altri ti fanno desiderare, devi avere un tuo desiderare; e più che un tuo desiderare, devi avere un tuo volere. Tu devi anche essere conscio che, come uomo, sei un essere costituito di più parti, nessuna delle quali è più importante delle altre, ma tutte devono essere armonicamente unite e svolgere ciascuna la funzione che le è propria, in dipendenza del tuo vero, profondo sentire, sotto la direzione del tuo volere: volere che deve scaturire dalla conoscenza di te stesso, fratello caro. Tu devi trovare il giusto equilibrio dell’attività dei tuoi corpi. Lo scopo della tua vita non deve essere costituito dalla sola attività di un tuo veicolo. Non devi imperniare tutta la tua esistenza sulla valorizzazione del tuo corpo fisico, non devi spenderla nella sola ricerca di nuove emozioni o nell’appagare tutti i tuoi desideri; non devi fare del tuo pensiero l’unico interesse della tua vita, altrimenti cadi nell’eccesso ed ogni eccesso è sempre squilibrio. Il tuo vivere, fratello caro, deve rappresentare la giusta misura fra la cura del tuo corpo, la vita di sensazione e l’attività intellettiva. Ogni tuo corpo è costruito per avere una giusta attività; è dannosa tanto l’inerzia quanto l’eccessiva azione. Esaminati con sincerità, osserva se sei preda di eccessi e ristabilisci il giusto equilibrio. Sii tu a farlo prima che la natura, attraverso dure lezioni, ti convinca della necessità di perseguire la temperanza. Ricorda: come l’evoluzione conduce gli esseri a riconoscersi in Uno solo, Unico Essere, così tu cerca l’unione armoniosa e consapevole delle parti che costituiscono il tuo essere di uomo.
On Mani Padme Aum!”
[1] LE GRANDI VERITÁ RICERCATE DALL’UOMO. Cerchio Firenze 77, (a cura di Pietro Cimatti). Roma: Edizioni Mediterranee, 1982.