Brano tratto dal libro ESSERE E DIVENIRE,[1] p. 253
FRATELLO ORIENTALE:
“ Salve fratello caro, salve!
La religione Buddhista è divisa in molte sette, perché è molto difficile conservare l’essenza delle antiche credenze. Se non esistesse questa difficoltà, il Maestro Buddha non sarebbe disceso fra noi; Egli era un Indù e non venne per fondare una nuova religione, ma accettando tutti gli insegnamenti fondamentali del brahmanesimo, lo purificò, scartò ignoranti aggiunte in modo che l’antica sapienza rifulgesse della sua vera luce. Benché molte siano le sette Buddhiste, tutte però concepiscono Dio come Assoluto. Nella religione Buddhista è ritenuto essere importante che alle creature, ai discepoli, sia ben insegnato. Infatti Buddha dice: “Quelle creature alle quali sia stato bene insegnata la legge, e da esse sia stata bene assimilata, possono raggiungere l’altra riva dell’esteso mare delle nascite e delle morti tanto difficile da attraversare”. La Trinità non è insegnata così unanimemente, ma questo dipende da una degenerazione e non dall’insegnamento di Buddha. Invece reincarnazione, evoluzione, legge di causa ed effetto sono la base fondamentale di tutto il Buddhismo. Per illustrare ciò basterà citare pochi passi: “ Un Brahma è un illuminato che ha posto termine alla ruota delle nascite e delle morti. L’individuo saggio, con l’amore, la virtù, la purezza, si rende immune da ogni attacco. Coloro che serbano rancore contro quelli che serbano rancore, non possono essere puri. Invece colui che non serba rancore, placa quelli che odiano e siccome l’odio porta alle più grandi miserie del mondo, il saggio, vero dispensiere di ricchezza, non può odiare. Vincere la falsità con la schiettezza”. Ed è sottointeso, fratello caro, che quel vincere della citazione non sta per reprimere, ma per “ far cessare di esistere, di avere dominio in te”. Buddha, come gli altri Maestri, ha portato la Verità e gli uomini l’hanno travisata. Vuoi sapere, fratello caro, chi insegna la Verità? Vai per esclusione; comincia a scartare colui che crede di essere il solo a professarla: perché chi conosce la Realtà sa che Essa non ha bisogno né di difensori né di imbonitori. Quando un tuo fratello è pronto a riceverla, puoi anche celarla, ma egli la troverà e la riconoscerà sicuramente.
OM MANI PADME AUM!
MANTRA
Tratto dal libro OLTRE L’ILLUSIONE,[2]p. 140
FRATELLO ORIENTALE:
“ Se tu cogliessi un frutto prima della stagione della sua maturazione, tu lo perderesti; ma altrettanto tu lo perderesti se tu lo lasciassi marcire sulla pianta. E’ giunto il tempo che tu ricerchi la vera condizione di ciò che appare, cominciando da te stesso. Ripeti perciò mentalmente con me questo mantra.
Rivolgo la mia attenzione alla profondità del mio “essere” che si effonde oltre la mia attuale consapevolezza. Il mio “io” è prodotto delle contingenti limitazioni e dell’errata autoconvinzione che il mio “ essere” sia in esso contenuto. I conseguenti egoismo, avidità, paura, senso di ostilità per ciò che credo non sia me stesso, mi impediscono di aprirmi alla vita dell’illimitato “essere” che è in ogni uomo e che fonde in pura unione d’amore tutte le forme di vita esistenti in una sola. La vera natura di ognuno, come la mia, sta oltre le contingenti limitazioni e differenziazioni che creano le personalità amate ed avversate. Al di là di ciò che io trovo spregevole e detestabile nei miei fratelli, sta Colui ch’ è sommamente amabile e sommamente ama, perché è sommo amore. Dietro l’aspetto mutevole e caduco di ogni uomo, sta il vero Sé di ognuno, l’unico Essere in cui tutti ci riconosceremo. Desiderio e repulsione, come gioia e pena, vanno e vengono e, come le forme di vita, sbocciano e appassiscono; ma il vero Sé immutabile resta. Non mi oppongo al fluire in me dell’unica Vita, arrendevole mi abbandono per seguire la Sua volontà. Conducimi dove è giusto che io sia, guida ogni mia azione sì ch’io la compia non per goderne i frutti, ma per la Sua gloria. Fa’ ch’io sia strumento consapevole della Tua Manifestazione, Tu che sei la sorgente di ogni vita, Tu che sei la coscienza senza limiti, Tu che sei fuori e dentro agli “esseri” e da essi non sei diviso e in essi non Ti dividi; Tu che tutto contieni, di ognuno sei radice e nutrimento, Tu che sei la forma e la sostanza di ogni “essere” e la spiegazione della sua stessa esistenza; Tu che sei la ragione di Te medesimo, Tu che mai non fosti e mai nasci, mai muori, pur essendo causa e finalità del Tutto, immergimi cosciente nell’infinita profondità del Tuo Essere, ove va a completezza tutto ciò che è incompleto, ove si dissolve ogni separazione, cade ogni limitazione, ove passato e futuro sono Presente Eterno.”
[1] ESSERE E DIVENIRE NELL’INSEGNAMENTO DI DALI E DEL FRATELLO ORIENTALE. Scuola del Cerchio Firenze 77, (a cura di Vitaliano Bilotta). Roma: Edizioni Mediterranee, 1998.
[2] OLTRE L’ILLUSIONE: Dalle apparenze alla realtà. Cerchio Firenze 77. Roma: Edizioni Mediterranee, 1978.