Brano del 1964
DALI:
“Forse taluno di voi può dire che oggi le religioni che portano il nome di Cristo non insegnano l’amore come Egli l’insegno. Ed io, in parte, forse, posso convenire con voi. Ma ciò non ha importanza: ciò che il Cristo disse, ciò che il Cristo fece, come Egli visse, come trapassò, sono notizie e fatti che gli uomini conoscono; e conoscono tanto che un senso di misticismo, forse coltivato e custodito per paura, per convenienza, per bisogno di conforto, ma c’è nell’uomo. Si tratta solo di scevrare, di sfrondare, di liberare questo senso di misticismo da ciò che a un tempo stesso lo tiene in vita, lo alimenta e lo soffoca ; ciò che in un medesimo istante lo giustifica, gli dà corpo e lo contiene nella forma in cui è contenuto ed è negli uomini. Si tratta, figli, quindi, di liberare questo senso del mistico, questa fede che esiste in Dio, questa fede in una vita oltre quella che l’uomo sta vivendo nel piano fisico; si tratta di liberare tutto ciò dalla paura che ha l’uomo, si tratta di far vivere tutto ciò non per il conforto che in questo pensiero , in questa fede, l’uomo può trovare; non per la paura che il castigo, da questa fede, l’uomo possa far scaturire. Non per tutto ciò, figli; ma per una convinzione che così è. E questa convinzione come può ottenersi? L’uomo, nell’attuale fase della sua evoluzione, è una creatura che comincia a usare il veicolo mentale abbastanza frequentemente, per non dire intensamente. La vita futura dell’uomo imporrà ancora più un’attività della sua mente, fino che anche il singolo, anche l’uomo che possiamo incontrare per via uscendo da qua, si interesserà dei problemi del suo paese e del mondo, li comprenderà, vorrà esprimere il suo pensiero circa la loro risoluzione. Insomma, figli, ragionerà sempre di più; ed allora, per credere, l’uomo dovrà conoscere come in effetti è la Realtà; quale è la Verità di tutto quanto accade attorno a lui, ma che sta oltre ciò che gli occhi possono vedere. Vorrà sapere perché vi sono delle ingiustizie, vi sono delle creature che soffrono e così via. Ma se questo uomo conoscerà una filosofia, una qualunque spiegazione – che poi non può essere che la vera per convincere veramente e per non fare alcuna piega e per essere logica , conseguente e susseguente – , se avrà la fortuna di conoscere questo, allora egli crederà con facilità. E crederà in una cosa che non lo farà temere . Non gli dirà: “Tu devi credere perché altrimenti tu patirai di un castigo eterno.” Crederà in una Verità di amore, di Giustizia, in una Verità che può avere l’aspetto fra gli uomini d’ingiustizia. Ma proprio figli in questa ingiustizia che vi è fra gli uomini sta la giustizia del tutto. Proprio in quello che l’uomo sembra avere la libertà di poter fare, sta ciò che egli è costretto a subire, per comprendere. Prevaricando, quindi, le apparenze, ciò che gli occhi possono vedere, figli, sta il vero significato del Tutto. Ed una mente un poco elastica che possa conoscere cosa è veramente la Verità, come in Realtà si svolga il tutto, non potrà che dare, questa mente, all’individuo, una sicurezza, una certezza, un senso mistico il cui seme, oggi, è nell’uomo che a voi sta accanto e che si tratta solo di far sviluppare nella giusta maniera.
CHE LA PACE SIA CON VOI E CON TUTTI GLI UOMINI, FIGLI CARI.”
Grazie per questi profondi Insegnamenti, la mia vita è stata ed è molto difficile con periodi anche molto felici però, credo che tutto il mio studio sia incentrato sui vari perché della vita!
Non posso che inchinarmi di fronte ai Maestri, ed anche apprezzare tutti voi del Cerchio Firenze 77, che instancabilmente fate sì che si mantengano nel tempo.
Vi voglio bene, vi abbraccio con affetto
Mirella Facchin
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