Un piccolo punto luminoso

23 novembre 1963

Dali: “Con grande facilità gli uomini passano da uno stato d’animo ad uno stato d’animo opposto. Con grande facilità si è pessimisti, per poi passare ad un ottimismo il più ingiustificato. Così può essere di questo particolare momento in cui da un terrore continuo e prolungato di uno sterminio totale dell’umanità, si comincia a passare ad una eccessiva fiducia in una pace totale e duratura, senza prima appianare quelli che possono essere i veri motivi di ogni conflitto sia individuale sia sociale, che nazionale, che mondiale. Ecco perché, figli, avvengono questi eventi storici. Una ragione di questi avvenimenti sta proprio nel dimostrare alla umanità che essa non cambia, tutta, in breve tempo e completamente, nella sua interezza. Questi avvenimenti, figli, insegnino agli uomini che essi sono composti di tanti mondi, di tante individualità, ciascuna delle quali deve cambiare, se vogliamo che tutto il mondo muti. Quali sono gli ostacoli a questi mutamenti sociali, se non ostacoli di mutamenti individuali? E perché l’individuo cerca di “frenare” il cambiamento che la storia, inevitabilmente, produce? È sempre una questione egoistica: è una questione egoistica – anche se giustificata ed umana – la maggior richiesta delle creature meno ricche, di coloro che lavorano; ed è una questione egoistica – anche se oggi umanamente più condannabile – quella di chi a queste richieste si oppone, quella di chi vuol difendere dei privilegi acquisiti. Scontri di contrasti egoistici. Eppure da questo scontro di egoismi ne nasce un progresso. Quale mistero meraviglioso e sconcertante, questo, per chi non conosce la legge della evoluzione! Ma, figli, occorre ricordare che questi scontri di forze vi sono; occorre ricordare che è auspicabile, è invocabile, è da pretendere con tutte le nostre forze ad essa, la pace nel mondo. Questo l’umanità deve tenere presente. Ma è da ricordare che prima di ogni cosa deve essere mutato l’individuo, prima di ogni cosa debbono essere annullati i conflitti intimi, i conflitti sociali, i conflitti in seno alle Nazioni. Così queste forze che ancora si oppongono ad un cammino progressivo di tutta l’umanità, queste forze che ancora cercano di ostacolare il naturale evolversi dei popoli, ancora combatteranno, ancora cercheranno di frenare questo moto di rinnovamento. Ma, figli cari, per vostra consolazione posso dirvi che nonostante tristi momenti, nonostante lotte di popoli, versamenti di sangue, nonostante periodi in cui tutto sembrerà essere perduto, nonostante tutto ciò, lentamente, gradualmente – ripeto, con spargimento di sangue, con grandi paure e con dolori – ma l’umanità si sta avviando ad una epoca veramente nuova, ad un’epoca in cui non v’è la distruzione totale, materiale, esteriore, ma v’è il suo intimo trasformarsi, il suo intimo mutare, il suo nuovo sentire.

Ed allora, figli che qua ci riuniamo modestamente, che qua discutiamo con dei piccoli screzi, che qua bonariamente ci scontriamo, siamo consapevoli che nel nostro piccolo, nella nostra piccolezza, anche noi rappresentiamo una piccola fase, un piccolo punto luminoso dal quale si partono dei pensieri, delle forze, delle idee che saranno invece di dominio generale, patrimonio comune, di una umanità più serena, più calma, più pacifica.

La pace sia con voi e con tutti gli uomini.”