Brano tratto da: “CONOSCI TE STESSO?” pp. 112-113
CLAUDIO:
Salve, figli. Claudio vi saluta!
La vita è rinnovamento e così l’uomo deve rinnovarsi, ogni giorno mutare. Ma sapete voi quanto difficile sia per l’uomo seguire questo insegnamento? Siete voi consapevoli di quanto poco sareste disposti a mutare? Meditate sui punti fermi che vi limitano e vi affliggono; riflettete sui confini che non osate oltrepassare e non parlo di quelle mete morali che la vostra coscienza ha acquisito, giacché essendo divenute parte di voi stessi non rappresentano limitazione alcuna. Sono le auto-imposizioni quelle che limitano l’individuo, non la coscienza raggiunta. Meditate su quanto facilmente voi condannate coloro che camminano contro corrente e che non si adeguano ai luoghi comuni della società. Anche questo, in voi, rappresenta un ostacolo al rinnovamento. Io non voglio dire che voi diventiate degli esseri privi di ogni carattere e di ogni punto fermo: che affermiate oggi ciò che ieri avversavate, ma che ciascuno di voi divenga consapevole della resistenza che inconsciamente pone al rinnovamento. Siate consapevoli che voi siete costruiti in un modo e che facilmente vorreste veder mutare gli altri, ma che ponete ogni sorta di ostacolo al mutamento di voi stessi. Questo intendo significare. Meditate su quanto accade, su quanto vi circonda; riflettete che, purché altre creature non soffrano, l’uomo che veramente ha raggiunto un “intimo sentire” non trova timore nell’intraprendere una nuova strada, nell’abbracciare una nuova filosofia, quando la sua morale è divenuta sua coscienza, parte di se stesso. Non giudicare significa non opporre ostacolo al rinnovamento; non giudicare, non condannare gli altri, non significa approvare ciò che essi hanno fatto, ma essere consapevoli che la differenza che vi distingue dagli altri non sta nelle vostre idee, non sta nelle vostre conquiste della mente, nei vostri pregiudizi, ma nel vostro “sentire” e quindi nel vostro “essere”.
Pace fratelli!”