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15-06-1958
DALI
La pace sia con voi e con tutti gli uomini, figli cari.
Abbiamo, figli, udito questa annosa conversazione. Quando il fratello Claudio parla di qualcosa, dà sempre motivo a discussioni del genere di questa sera. Sono ormai anni, del vostro tempo, che il fratello Claudio ha incominciato a portare il suo insegnamento fra voi. Un insegnamento del tutto nuovo, un insegnamento proprio, figli, adatto alla necessità dell’individuo di oggi e di domani. Un insegnamento che a questa umanità, la quale vedrà compiersi il proprio ciclo evolutivo dopo il periodo dello Spirito Santo, non era mai stato dato.
Vi abbiamo parlato, figli, di molte cose. Vi abbiamo parlato della costituzione dell’individuo nei vari piani di esistenza; vi abbiamo parlato persino dell’Assoluto, ma forse l’insegnamento del fratello Claudio, benché sia tutto imperniato su una logica stretta, è stato quello meno compreso da voi. Da tempo, dicevo, egli ha cominciato a parlarvi di queste verità strettamente attinenti all’individuo all’attuale punto di evoluzione. Eppure niente è cambiato in voi, né fuori di voi. Che cosa vuol dire questo, figli? Vuol dire – forse – che quello che il fratello Claudio dice è inattuabile? Che cosa vuol dire inattuabile? Vuol dire che non si può mettere in atto. Esiste però, figli cari, una differenza fra inattuabile, impossibile e possibile. Se voi esaminate il mondo che vi circonda e le creature che in esso mondo sono, voi vedete che niente può essere fatto con il tocco di una bacchetta magica. Se esaminate le opere che l’umano costruisce, voi vedete che esse sono il risultato di un paziente lavoro preceduto da un paziente studio. Se voi esaminate ciò che la natura crea con il suo movimento, voi vedete che è un susseguirsi lento e costante di piccole opere, che un’opera stessa della natura è il risultato di un insieme di fattori, di un formarsi lento, costante, ma sicuro. Tutto questo per dirvi, o figli cari, che l’insegnamento del fratello Claudio, benché non lasci a sperare in una soluzione dell’avvenire, benché sproni l’individuo ad applicarsi immediatamente, non può avere quel risultato immediato che voi immaginate. Che cosa vuol dire il fratello Claudio? Vuole insegnarvi, figli cari, a donare alle creature unicamente per il dono in sé; vuol insegnarvi a comprendere le creature unicamente per la comprensione in sé; amare queste creature unicamente per amore puro, al di fuori di ogni interesse. Vuol insegnarvi a cambiare voi stessi unicamente per un mondo nuovo, non per una ricompensa, per un vantaggio che voi stessi possiate avere. Vuole insegnarvi a comprendere voi stessi unicamente per la vostra auto-comprensione, perché in questa auto-comprensione sorge la vostra liberazione e non con il miraggio di una ricompensa a venire, in questa o in altra vita. Così il fratello Claudio vi dice, o figli cari: «Iniziate subito e da vicino, da coloro che vi circondano, da voi stessi: cominciate a comprendere le creature».
Voi, allora, armati di buona volontà, cercate di mettere in atto questo insegnamento. Alla prima occasione, quando la collera vi suggerirebbe di rispondere in malo modo al vostro fratello, ricordandovi il suggerimento di Claudio voi frenate la vostra collera e, con un sorriso un poco sforzato, cercate di rispondere in modo gentile ai vostri fratelli. E questa è una volta: a questa prima volta possono succederne altre, ma dopo qualche volta vi stancate e dite: «Io sono sempre spinto dalla stessa collera, nessun cambiamento è avvenuto e allora quello che dice il fratello Claudio non è attuabile, o più ancora è impossibile». Ma, figli cari, se noi penetriamo in profondità quello che il fratello Claudio ha detto, noi vediamo che non dobbiamo aspettarci alcun cambiamento; fino a che noi aspettiamo un cambiamento non facciamo altro che perdere il nostro tempo. È difficile – voi dite – fare qualcosa senza pensare ad una mèta, senza pensare ad un effetto, ad un risultato. Perché, fino ad oggi, la vostra vita è sempre stata imperniata sull’attesa di un frutto: avete mosso delle cause nell’attesa di un effetto. Ebbene, figli cari, se fino ad oggi avete fatto questo e fino ad oggi siete stati insoddisfatti, provate a cambiare questo vostro atteggiamento interiore, provate il suggerimento del fratello Claudio. Donate comprensione alle creature anche se questo, all’inizio o alla fine, sempre o qualche rara volta, vi costa sacrificio. Ma non cessate, figli cari, di fare questo piccolo sforzo dopo poco. Il cambiare voi stessi è come voler perforare una dura roccia con una goccia d’acqua, abbiamo detto altra volta. Poche gocce non perforano certo la roccia, ma tantissime e tantissime gocce possono molto; e così voi, figli, dovete essere continuamente consapevoli di voi stessi, ecco che cosa vuol dire il fratello Claudio. Continuamente consapevoli ed impegnati in questo auto-controllo.
Voi direte: «Il fratello Claudio ci ha sempre detto che non dobbiamo fare le cose con sforzo». Ed anche in questo non è stato compreso, il fratello Claudio. Non dovete fare le cose con sforzo quando queste cose, fatte appunto con sforzo, vi procurerebbero un tale squilibrio da sconvolgervi profondamente; allora e solo allora. Ma prima di arrivare a questo momento quante cose si possono fare con sacrificio, è vero, figli cari? Andate incontro, quindi, alle creature che vi circondano, anche se il loro diverso carattere spesso suscita in voi una reazione tutt’altro che tranquilla. Cercate di contenere questa vostra reazione, figli cari, e continuate a comprendere le creature che sono vicine a voi. E tutto questo senza aspettare un cambiamento né da parte vostra, né da parte delle creature. Lo ripeto: questo cambiamento vi sarà, invece, ma lo diciamo unicamente a titolo di cronaca. Vi sarà ma quando vi sarà non possiamo dirlo. In taluno può essere dopo breve tempo, in tal altro dopo tanti e tantissimi anni; ma sia in colui in cui questo cambiamento sarà a breve scadenza, sia in colui in cui questo cambiamento sarà a lunga scadenza, questo cambiamento vi sarà. Però se voi non seguite l’insegnamento che il fratello Claudio vi ha portato, figli cari, questo cambiamento non vi sarà né in questa né in molte altre vite ancora. E parlando ad ognuno di voi il fratello Claudio parla a tutta l’umanità, perché l’uomo ha bisogno di questa nuova verità, di questa nuova parola. Fino ad oggi all’uomo è stato detto: «Ama il tuo fratello ed avrai felicità in un’altra vita, dopo questa fisica», perché l’uomo non avrebbe compreso altre parole. Ma oggi all’uomo possiamo dire: «Ama ed aiuta il tuo fratello senza sperare che quello che tu fai possa darti un vantaggio, senza sperare che da quello che tu fai tu abbia un bene nell’altra vita». L’abbiamo detto tante volte: dare per il dare in sé senza un miraggio di ricompensa. Non è difficile, fratelli. Diventa difficile nel momento che l’individuo comincia ad attendere una ricompensa, aspettare un cambiamento; allora si scoraggia. Se voi volete costruire una casa, non potete sperare di vedere costruita questa casa dopo aver poste poche pietre, è vero, figli cari? Occorre un lungo lavoro di pazienza, e voi dovete mettere queste pietre senza aspettarvi di vedere finita la casa: mettere queste pietre unicamente per il lavoro in sé. Quando voi avete preso questa abitudine – perché, strano a dirsi, è quasi un’abitudine – non sarà più difficile: avrete cambiato voi stessi. Questo aiutare i vostri fratelli per l’aiuto in sé sarà entrato a far parte di voi stessi ed allora verrà il cambiamento.
L’uomo di oggi è molto occupato dal proprio lavoro: in questo impegna sovente tutta la propria mente e dopo il lavoro cerca di riposarsi, o cerca di evadere, o cerca un diversivo, in qualcosa che questa mente non lo occupi molto, qualcosa che possa costituire un momentaneo passatempo senza impegnare oltre modo la mente. Ma verrà un tempo, o figli, in cui l’uomo cercherà invece qualcosa che possa avere un valore più profondo e più vero. Ed allora quegli insegnamenti che voi avete sentito, che voi avete udito da tempo, saranno per quest’uomo – sia pure in forma diversa e con nuove parole – saranno la salvezza, saranno il ristoro, il diversivo, tutto insomma ciò che potrà dargli forza.
Se voi siete qua, figli, vuol dire che – in un certo senso – precorrete il tempo di questa umanità. E per voi le nostre parole possono essere la forza, possono essere il diversivo, possono essere tutto ciò che può farvi trovare nella vita un lato buono, sereno. Occorre, lo ripeto, cominciare da poco e da molto vicino. Senza – ancora una volta lo diciamo – aspettarvi un cambiamento: iniziare una nuova vita interiore per questa nuova vita interiore, per questo.
E con l’augurio, figli cari, che possiate comprendere quello che noi vogliamo significare, vi saluto e vi benedico.
Che la pace sia con voi e con tutti gli uomini.